Adenomiosi e varicocele pelvico femminile: una correlazione frequente e una nuova tecnica per trattarli insieme

Un importante riconoscimento dagli States al Dr Tommaso Lupattelli primo ad aver eseguito la procedura combinata.

La Redazione di MediLive
· · 6 min
Adenomiosi e varicocele pelvico femminile: una correlazione frequente e una nuova tecnica per trattarli insieme
Ascolta questo articolo

L'adenomiosi è una condizione ginecologica caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale all'interno del miometrio, la muscolatura uterina, causando sintomi come dolore pelvico e menorragia. La relazione tra adenomiosi e subfertilità è dibattuta, ma recenti evidenze supportano un'associazione causale, suggerendo che possa ridurre le probabilità di concepimento e aumentare quelle di aborto spontaneo.

Il varicocele pelvico femminile , invece, è una dilatazione patologica delle vene ovariche e iliache interne, spesso dovuta a un ristagno di sangue. Colpisce prevalentemente le donne e si manifesta con dolore addominale cronico, senso di pesantezza pelvica, dolore durante i rapporti.

Una connessione spesso sottovalutata

Studi recenti hanno evidenziato che adenomiosi e varicocele pelvico coesistono in circa il 50% dei casi, suggerendo una possibile correlazione tra le due condizioni. Questa scoperta ha portato i medici a considerare nuovi approcci per trattarle contemporaneamente, evitando lunghe e ripetute terapie.

L’innovativa tecnica del Dr. Tommaso Lupattelli

Il Dr. Tommaso Lupattelli, esperto in radiologia interventistica, ha messo a punto una tecnica innovativa che permette di trattare adenomiosi e varicocele pelvico nella stessa seduta. La procedura si basa sull'embolizzazione, un intervento mininvasivo che, tramite un catetere, occlude selettivamente i vasi sanguigni responsabili delle patologie. Questo riduce il dolore e altri sintomi, migliorando significativamente la qualità della vita delle pazienti.

I vantaggi di questa tecnica combinata sono molteplici:
✅ Una sola procedura invece di due interventi separati
✅ Riduzione dell'esposizione a ricoveri ed anestesie ripetute
✅ Recupero più rapido e meno effetti collaterali
✅ Alta efficacia nel controllo dei sintomi

Abbiamo intervistato il Dr Tommaso Lupattelli e successivamente alcune sue pazienti per parlare di questa innovazione.

Dr Lupattelli, lei è considerato il massimo esperto in Italia dell'embolizzazione uterina con una casistica che supera i 4500 casi trattati tra embolizzazione dell'utero ed embolizzazione del varicocele femminile  in un arco di tempo di circa 25 anni. Come ha pensato di integrare queste due operazioni così sofisticate in un unico intervento?
Ho avuto la fortuna in passato di lavorare fianco a fianco per più di 4 anni con l'inventore dell'embolizzazione dell'utero, il dr Jacques Clerissi di Marsiglia, un talento assoluto nel campo della radiologia interventistica. Assistevamo quotidianamente a vere e proprie processioni da parte di colleghi da tutto il mondo per venire a vederlo lavorare.
Da un grande profilo della chirurgia mininvasiva penso di aver imparato a non sottovalutare mai qualsiasi tipo di procedura consolidata da affrontare nel quotidiano, ma allo stesso tempo ho imparato a comprendere l'opportunità di guardare  sempre oltre al seminato nell'ottica di provare ad anticipare in un certo senso i tempi per migliorare la qualità delle cure.
Questa sua procedura combinata sta già  ottenendo forti consensi.
Ho presentato a colleghi americani e canadesi questo mio intervento combinato, che per la verità eseguo ormai da diverso tempo,  e ho in effetti ricevuto moltissimi apprezzamenti e richieste di collaborare in America. Questa procedura combinata è sicura e rapida se eseguita da mani esperte. Infatti i tempi operatori trattandosi di due procedure devono essere contenuti in quanto il tempo di esposizione ai raggi X potrebbe allungarsi. In definitiva, l'unico problema di questa tecnica potrebbe diventare il fatto che l'equipe che la esegue potrebbe non  ancora avere un' importante casistica alle spalle per entrambe le procedure di embolizzazione in modo da contenerne la durata.
Dr Lupattelli lei ha per primo diffuso su larga scala l'embolizzazione del fibroma uterino, poi ha aperto la strada all'embolizzazione dell'adenomiosi quando ancora altri ambienti medici avversavano questa tecnica. Successivamente ha a diffuso l'embolizzazione dell'adenoma prostatico, delle emorroidi e dei dolori osteoarticolari a ginocchio e spalla. Come fa ora ad avere il tempo di seguire tutte queste procedure cosi diverse tra loro?
In realtà queste procedure anche se eseguite in distretti diversi hanno molto in comune. Certamente un operatore molto bravo ed esperto, faccio un esempio, nell'embolizzazione del varicocele pelvico, potrebbe sicuramente fare fatica ad embolizzare un fibroma uterino se non ha comunque una buona casistica alle spalle in questa specifica procedura .
La nostra forza è stata aver creato un centro di riferimento per l'embolizzazione dove ogni seduta eseguiamo numerosi casi invece che qualche caso sporadico come generalmente avviene purtroppo  ancora in Italia. Avere un reclutamento continuo di pazienti consente non solo all'operatore ed equipe ma a tutti i componenti della struttura, a partire dagli amministrativi, di avere un esperienza a 360 gradi riguardo l' embolizzazione per poter garantire al tutti i nostri pazienti i risultati migliori in tutti i campi dell'embolizzazione
Abbiamo infine intervistato alcune sue pazienti che lei cortesemente ci ha indicato. Una di queste ha poi segnalato la compagna di stanza, anche lei sottoposta alla procedura combinata, che teneva particolarmente a lasciare la propria testimonianza. Possiamo dire di aver potuto notare un forte spirito di collaborazione da parte delle pazienti.
E' proprio grazie all' impegno e riconoscenza delle  mie pazienti che abbiamo potuto sviluppare e diffondere l'embolizzazione. Molte di loro dopo essere state a volte sconsigliate di sottoporsi a queste procedure da parte di altri specialisti hanno voluto fortemente raccontare le loro guarigioni in tutti i canali possibili, dai familiari e amici ai social. Hanno veramente contribuito ad affermare la bontà dell'embolizzazione. Ringrazio infatti Sara, Marta e Valeria per essersi messe a disposizione. Colgo però l'occasione per ringraziare anche tutte le altre ed in particolare  Katia, Francesca, Carmen e Nuccia  donne che con la loro storia e la loro guarigione hanno aiutato tantissime altre pazienti ad affidarsi con serenità all'embolizzazione.
Sara Marta e Valeria ci hanno raccontato la loro storia, purtroppo per motivi di spazio abbiamo dovuto ridurne il contenuto.
Partiamo quindi da  Sara, 38 anni "Soffrivo di dolori pelvici continui e flussi mestruali abbondanti da anni. Dopo mille tentativi con farmaci senza successo, mi sono affidata al Dr. Lupattelli. La procedura è stata veloce, senza cicatrici e dopo poche settimane il dolore è scomparso. Ho ritrovato una qualità di vita che pensavo impossibile."
E' il turno poi di  Marta, 42 anni "Mi era stata diagnosticata l’adenomiosi e il varicocele pelvico, ma nessun medico mi aveva mai detto che potevano essere collegati. Quando ho scoperto la tecnica del Dr. Lupattelli, ho deciso di provarla. Ora, dopo l'embolizzazione, il senso di pesantezza e il dolore che avevo da anni sono quasi spariti."
Infine Ci racconta la sua bella storia  Valeria, 35 anni "Il mio problema principale era il dolore pelvico cronico che peggiorava durante il ciclo. Dopo l’intervento combinato, ho sentito un miglioramento netto già dopo un mese. Non solo il dolore è diminuito, ma anche il mio ciclo si è regolarizzato. Sono felice di aver fatto questa scelta!"

Conclusione

L’innovativa tecnica del Dr. Tommaso Lupattelli rappresenta un significativo passo avanti nel trattamento di adenomiosi e varicocele pelvico, migliorando la vita di molte pazienti. Grazie a questa procedura mininvasiva, sempre più donne possono finalmente trovare sollievo da sintomi debilitanti con un’unica seduta, riducendo i tempi di recupero e ottenendo risultati duraturi.

Condividi questo articolo