Innovazione ed avanzamenti nel trattamento della CCSVI mediante angioplastica

A colloquio con il Dr Tommaso Lupattelli.

La Redazione di MediLive
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Innovazione ed avanzamenti nel trattamento della CCSVI mediante angioplastica
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La Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale (CCSVI) è una condizione caratterizzata da stenosi o ostruzioni delle vene giugulari interne e della vena azygos, che ostacolano il drenaggio del sangue dal cervello e dal midollo spinale verso il cuore. Alcuni studi suggeriscono un legame tra CCSVI e sclerosi multipla (SM), ma anche connessioni con Sindrome di Meniere, Parkinson e cefalea cronica refrattaria ai farmaci. Sebbene la comunità scientifica sia divisa sulla correlazione con la SM i risultati della procedura che risolve la CCSVI sono spesso evidenti. Quello che è certo è che i problemi circolatori cerebrali possono avere un impatto negativo sulla salute del paziente e meritano di essere trattati con attenzione.

Lei attualmente possoede la più ampia casistica al mondo nel trattamento della CCSVI mediante angioplastica o PTA. Quali sono i risultati ottenuti?

Dal 2010 ho trattato oltre 3.000 pazienti affetti da CCSVI, inizialmente presso Villa Salus a Reggio Emilia e successivamente presso l'Istituto Clinico Cardiologico GVM Sanità di Roma, dove dirigevo l'Unità di Radiologia Interventistica. Ora lavoro anche nelle sedi di Milano e Bologna. I nostri studi hanno confermato la fattibilità e la sicurezza del trattamento endovascolare per la CCSVI, con un miglioramento piu o meno significativo dei sintomi in molti pazienti.

Nel 2013 ha pubblicato un importante studio sulla Journal of Vascular Surgery. Ci racconta di più?

Sì, il nostro studio, intitolato Feasibility and safety of endovascular treatment for chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis, ha analizzato i risultati di 1.202 pazienti trattati con flebografia e, quando necessario, con angioplastica percutanea transluminale (PTA). Abbiamo dimostrato che questa procedura è sicura ed efficace se eseguita correttamente, sottolineando l'importanza di un’adeguata esperienza operatoria per minimizzare i rischi.Ad oggi è ancora la casistica più importante in termini di pazienti e arruolati  mai pubblicata su questo trattamento.

Di recente ha introdotto delle modifiche alla PTA. Di cosa si tratta?

Negli ultimi anni ho lavorato per ottimizzare la tecnica di PTA, migliorandone i risultati a lungo termine. Queste modifiche includono l’uso di dispositivi di ultima generazione per migliorare la dilatazione delle vene e stabilizzarne la parete. I nostri pazienti  in generale.hanno riportato benefici maggiori e più duraturi, come confermato anche dai medici che eseguono controlli eco-color doppler di follow-up.

Alcuni sostengono che la neurologia abbia forti conflitti di interesse con l’industria farmaceutica, il che renderebbe difficile una valutazione imparziale della CCSVI. Cosa ne pensa?

Non possiamo ignorare che l’industria farmaceutica ha un ruolo predominante nella gestione della sclerosi multipla, con enormi interessi economici legati ai farmaci. Questo può influenzare il modo in cui vengono valutate e accettate alternative terapeutiche come la PTA. Detto questo, io credo fermamente nella medicina basata sull’evidenza e nella necessità di studi indipendenti che possano fare chiarezza, senza condizionamenti esterni.

Qual è il suo messaggio per i pazienti affetti da sclerosi multipla?

Invito i pazienti a informarsi e valutare tutte le opzioni terapeutiche disponibili. È essenziale essere consapevoli delle influenze economiche che possono condizionare le linee guida ufficiali e non escludere a priori trattamenti che potrebbero migliorare la qualità della loro vita. La ricerca indipendente sulla CCSVI deve continuare, affinché possiamo offrire ai pazienti soluzioni sempre più efficaci e sicure.

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